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Momento Espírita
Curitiba, 06 de Novembro de 2026
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ícone Il colore della nostra missione

Ti sei mai chiesto perché nasciamo con un determinato colore della pelle? Perché ci reincarniamo come neri, bianchi o gialli?

Perché alcuni di noi si risvegliano alla vita in paesi segnati da gravi problemi politici e ambientali, o in nazioni che soffrono la fame, l'indigenza e il potere arbitrario di governi che sembrano perpetuarsi a tempo indeterminato?

Dobbiamo comprendere che il caso non esiste. La nostra forma fisica e il contesto in cui viviamo fanno parte di un piano minuzioso. Nascere con un preciso colore della pelle, o all'interno di un determinato contesto sociale e geografico, riflette le direttrici particolari di ogni Spirito.

Si tratta dello scenario preciso in cui siamo chiamati a compiere il nostro apprendimento e, soprattutto, a offrire il nostro contributo benefico all'umanità.

Alcuni di noi lo comprendono immediatamente. Come quell'attore che, nato a Miami e cresciuto alle Bahamas, giunse negli Stati Uniti da adolescente, scontrandosi con una società che, a ogni passo, cercava di definirlo e limitarlo in base al colore della sua pelle.

Nel perseguire la carriera cinematografica, si imbatté in un sistema crudele: i ruoli disponibili per gli attori neri, all'epoca, erano invariabilmente caratterizzati da sottomissione, ignoranza o caricature umilianti.

Aveva bisogno di quel guadagno per sopravvivere, ma la sua anima nobile parlò più forte.

Sidney Poitier prese una decisione irremovibile che avrebbe potuto costargli la carriera. Rifiutò ruoli che riteneva offensivi per la sua dignità umana. Insistette per interpretare professionisti stimati, medici, insegnanti, uomini dal carattere forte.

La sua presa di posizione contro il pregiudizio lo portò ad abbattere barriere inimmaginabili. Nel 1964 fece la storia, diventando il primo uomo nero a vincere l'Oscar come miglior attore.

Tre anni dopo, brillò nel ruolo di un medico nero, fidanzato di una giovane donna bianca, in un'epoca in cui il Paese discuteva l'abrogazione delle leggi che vietavano i matrimoni interrazziali.

E fu nell'amore che trovò anche il suo porto sicuro, lontano dai riflettori. Con l'attrice Joanna Shimkus costruì un matrimonio durato quasi quarantasei anni.

Quando le fu chiesto se la loro differenza razziale avesse mai rappresentato un problema nella vita quotidiana della coppia, Joanna non si lanciò in discorsi politici, rispose semplicemente, con la saggezza spontanea di due anime affini: Credo che fossimo semplicemente destinati a stare insieme.

Sidney Poitier fece ritorno alla patria spirituale all'età di novantaquattro anni, lasciando dietro di sé un'eredità indelebile.

Utilizzò la sua professione, il suo ruolo nel mondo e la sua condizione fisica per sanare ferite sociali, aprire porte e risollevare lo spirito umano. Non si rassegnò. Fece la differenza.

*

E noi? Cosa stiamo facendo dello scenario che ci è stato affidato?

Ovunque ci troviamo oggi, nella nostra professione, nella società o nell'ambito religioso in cui ci muoviamo, abbiamo il potere di trasformare la realtà.

Non importa se il Paese stia affrontando crisi gravi o se gli ostacoli sembrino insormontabili. Siamo nati nel posto giusto, dotati esattamente delle caratteristiche necessarie per agire come promotori di un cambiamento positivo.

Siamo pionieri dell'amore, dell'integrità e del rispetto. Ovunque la vita ci abbia piantati, fioriamo e lasciamo il segno.

Redazione del Momento Spirita, prendendo
 spunto dalla biografia di Sidney Poitier
Traduzione di Fabio Consoli
Il 3.11.2026

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