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Momento Espírita
Curitiba, 14 de Outubro de 2026
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ícone Come vediamo l’altro

Non vediamo gli altri per come sono realmente. Li vediamo per come siamo noi.

Questa affermazione potrebbe sembrare strana. Cosa significa vedere un'altra persona per come siamo noi?

Ogni volta che esprimiamo un giudizio o valutiamo qualcuno, lo facciamo utilizzando gli strumenti a nostra disposizione, ovvero attraverso la nostra lente personale.

Il fatto è che questa lente è complessa. È stata plasmata dalle nostre esperienze nel corso di anni, secoli e persino millenni.

Ognuno di noi osserva il mondo attraverso una lente unica, definita dai propri valori, dalla propria cultura e da tutto ciò che ha appreso.

I nostri occhiali contengono un po' degli occhiali dei nostri genitori. Un'altra parte deriva dalle influenze degli amici con cui conviviamo. Un'altra ancora  proviene dal contesto culturale in cui viviamo.

Alcuni di noi hanno lenti fortemente distorte, incrinate o rotte, avendo vissuto esperienze che hanno lasciato un segno profondo o causato traumi intensi.

Di conseguenza, la nostra visione ne risente. Naturalmente, il nostro giudizio differirà da quello della persona accanto a noi, che non ha sofferto ciò che noi abbiamo sofferto.

Immaginiamo che ognuno di noi indossi un paio di occhiali. Li portiamo da molto tempo e sono stati adattati alle nostre esigenze.

Sono parte di noi; tutto ciò che vediamo, lo vediamo attraverso di essi.

Riusciamo a comprendere perché la nostra visione degli altri e della vita stessa passa sempre attraverso il filtro specifico di questi occhiali?

Potrebbero scurire ogni cosa. Potrebbero avere un filtro che blocca certi riflessi, mostrandoci colori diversi da quelli che vedono gli altri.

Potrebbero persino presentare minuscole macchie di sporco, portandoci a giurare sul fatto che ci sia qualcosa che non va in tutto ciò che vediamo.

Forse, così, potremo capire perché sia ??imprudente andare in giro a giudicare la vita altrui, credendo di possedere la verità assoluta.

Cos'è la verità? È la realtà osservata senza lenti deformate. E chi di noi la possiede?

Si potrebbe obiettare che sia impossibile non giudicare. È vero; tuttavia, l'insegnamento si ispira allla prudenza raccomandata da Gesù.

Non giudicate, per non essere giudicati, poiché sarete giudicati secondo lo stesso metro che usate per giudicare gli altri.

Consideriamo innanzitutto il concetto delle lenti. Quando assumiamo l'atteggiamento di giudici implacabili, ci esponiamo inevitabilmente ad essere giudicati secondo quella stessa regola: attraverso lenti limitate e piene di imperfezioni.

In secondo luogo, il Maestro ci insegna a non giudicare gli altri con maggiore severità rispetto a noi stessi, né a condannare negli altri ciò che in noi giustifichiamo.

I nostri occhiali devono essere intrisi di gentilezza, comprensione e indulgenza.

Attraverso le nostre lenti, dobbiamo saper cogliere quella sottile angolazione dei raggi di luce obliqui che, colpendo la superficie interna del vetro, rivelano il nostro stesso riflesso.

Guardare l'altro significa guardare noi stessi.

Ecco perché il saggio Maestro di Nazareth ha stabilito che la legge dell'amore tiene sempre unite le esortazioni ad amare il prossimo e ad amare se stessi.

Riflettiamo su questo.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 13.10.2026

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