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Momento Espírita
Curitiba, 16 de Setembro de 2026
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ícone Alla scoperta della vocazione

Per me, mio padre è stato un protettore incrollabile, meritevole non solo di lodi, ma di una gratitudine eterna.

È così che il chirurgo Hans Killian riassume il ruolo svolto da suo padre, Gustavo, nella propria vita.

Racconta di aver goduto, fin dalla più tenera età, di una meravigliosa  libertà. Poteva fare quasi tutto ciò che desiderava.

Avendo mostrato attitudine per la musica, iniziò a prendere lezioni di violino all'età di sette anni. Quando scoprì l'arte dei pennelli, decise di diventare pittore. E ricevette i materiali della migliore qualità.

In seguito, si sentì attratto dalla Marina e cominciò a costruire modellini di navi. Il padre allestì immediatamente un vero e proprio laboratorio nel seminterrato di casa, completo di tutto il necessario.

Sorridendo, assistette alla trasformazione dello spazio di lavoro del giovane costruttore navale in un vivaio di farfalle e insetti di ogni tipo. E persino per numerose piante.

Di fronte a queste inclinazioni, che si susseguivano, gli adulti intorno a lui espressavano le proprie opinioni sulla professione che Hans avrebbe dovuto intraprendere. Un pittore, secondo il suo insegnante di disegno.

Un buon ingegnere, sosteneva il professore di fisica, mentre la madre lo incoraggiava a proseguire con l'attività del vivaio.

Solo suo padre rimaneva in silenzio, fiducioso che il tempo avrebbe guidato il figlio verso la sua vera vocazione.

Fu tuttavia osservando la dedizione del padre alla medicina che Hans prese la sua decisione.

La fama del dottor Gustavo aveva varcato i confini della Germania dopo che, nel 1898, aveva dato vita a una vera rivoluzione ideando un dispositivo innovativo capace di individuare ed estrarre qualsiasi corpo estraneo dai polmoni.

Casi ritenuti irrisolvibili venivano indirizzati a lui da altri paesi. E quando riuscì a estrarre il fischietto che la piccola Corina, una bambina argentina, aveva ingoiato, festeggiò il successo insieme alla famiglia.

Si era affezionato alla piccola e aveva fatto di tutto per salvarle la vita; una vita che avrebbe potuto andare perduta se quell'oggetto non fosse stato rimosso. Aveva vissuto giorni inquietanti.

Dopo il successo dell'intervento, verso l'ora di pranzo, Corina e i suoi genitori si recarono a casa del dottor Gustavo. La madre, una donna snella ed elegante, portava un mazzo di costosissime orchidee; abbracciò la moglie del medico e le porse i fiori.

Poi si rivolse al dottore, gli prese le mani e le baciò.

Che Dio benedica queste mani miracolose! disse, con le lacrime che le rigavano il volto.

Il padre della bambina, meno espansivo, strinse affettuosamente la mano al medico.

Corina fu l'ultima a esprimere la propria gratitudine. Fece un profondo inchino e, con timidezza, sussurrò: Muchas gracias, señor.

Fu in quei brevi istanti che Hans sentì crescere in sé il desiderio di diventare medico.

Quale altra professione avrebbe potuto offrire opportunità così grandi di aiutare e soccorrere il prossimo?

Quando comunicò la sua decisione al padre, vide un lampo di gioia nei suoi  occhi azzurri.

Capì di stare realizzando uno dei desideri più cari di suo padre: un desiderio mai espresso a voce, proprio per non influenzare la scelta del figlio.

Era desiderio del padre vederlo abbracciare la medicina, eppure non aveva mai manifestato alcuna opinione al riguardo. Uomo saggio, comprendeva bene che il figlio doveva scoprire da solo la propria vocazione, la propria passione e il proprio ideale di servire.

Redazione del Momento Spirita, sulla base del cap. I, del
libro
Sob o olhar de Deus (Memórias de um cirurgião),
di Hans Killian, ed. Flamboyant
Traduzione di Fabio Consoli
Il 14.9.2026

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