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Momento Espírita
Curitiba, 13 de Maio de 2026
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ícone Di fronte ai giorni di tempesta...

Quando sorgono i problemi, come ci comportiamo? O come reagiamo?

Il nostro Paese sta attraversando un periodo molto complesso. Mentre in alcuni luoghi la violenza supera ogni immaginazione, colpendo i bambini nelle scuole, gli uomini comuni che si recano al lavoro, le casalinghe in coda al supermercato;

mentre la stampa, attraverso tutti i media, riporta notizie di corruzione dilagante, mostrando ogni giorno un altro politico, un alto dirigente, un industriale, un commerciante;

mentre qua e là si indicono scioperi di classe, come ci comportiamo?

Siamo tra coloro che si uniscono all'ondata di scoraggiamento e si lamentano di tutto, in coda in banca, al mercato, al distributore di benzina?

Gridiamo, ingrossando le schiere degli insoddisfatti, riempiendo le strade di proteste?

Amplifichiamo l'ondata di malcontento, diffondendo notizie, non sempre veritiere, attraverso i social network, riempendo le giornate di nubi scure?

Sì, come cittadini abbiamo il diritto di protestare, purché non violiamo il diritto altrui di andare e venire, il diritto dei pazienti di ricevere cure, il diritto degli anziani di raggiungere il luogo in cui devono andare, o il diritto del cibo di arrivare sugli scaffali.

Abbiamo il diritto di protestare per ciò che riteniamo legittimo, abbiamo il diritto di dire chiaramente ai nostri politici che abbiamo occhi per vedere e orecchie per sentire.

E abbiamo il potere di decidere. Abbiamo anche il diritto di partecipare alle assemblee di classe, votando consapevolmente a favore di ciò che riteniamo migliore. Abbiamo tutti questi diritti. Ma chiediamoci, come cristiani, qual è  il nostro atteggiamento? È coerente con ciò che abbiamo imparato dai Vangeli?

Il messaggio di Gesù ci è d'aiuto in questi momenti di rivolta, di decisioni difficili?

Dobbiamo essere consapevoli che l'immortale lezione non dovrebbe essere limitata ai templi, dove ci riuniamo, leggiamo e interpretiamo le lettere del Nuovo Testamento.

Il messaggio del Maestro è per ogni giorno e ogni ora della nostra vita. Il cristiano ha il dovere di essere un cittadino lucido e coerente, formando opinione  con le sue parole e  le sue azioni.

Se abbiamo imparato che, con i nostri pensieri, alimentiamo l'onda mentale del mondo, sta a noi vigilare su ciò che pensiamo.

Mentre altri si agitano dicendo che il Paese è senza speranza, che tutto finirà male, dobbiamo essere noi coloro che hanno la certezza che Gesù è al timone.

Che dopo la tempesta, per quanto violenta possa essere, arriveranno i giorni di bonaccia.

Ci troviamo in un momento molto particolare di un mondo in transizione. Un mondo che grida e si dispera perché non vuole cambiare.

Ma che può cambiare attraverso i nostri atteggiamenti. Facciamo in modo da essere noi la parola di conforto, il pensiero positivo.

Uniamoci nella preghiera, come famiglia, nel tempio religioso, nella comunità in cui viviamo.

Preghiamo per coloro che ci guidano, preghiamo per le decisioni migliori al tavolo delle trattative.

Preghiamo...

Dopotutto, siamo o non siamo seguaci di colui che disse: Tutto ciò che chiederete al Padre nel mio nome, vi sarà concesso?

Non abbiamo letto la promessa: Bussate e vi sarà aperto; chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete?

Cosa cerchiamo, dunque? Pace, armonia o l'adesione al non impegno?

Riflettiamoci. L'ora esige il meglio da ciascuno di noi, come cristiani e cittadini consapevoli.

Qual è il nostro meglio?

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 27.4.2026

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