A volte capita. Riceviamo la notizia della morte di una persona cara che ha avuto un incidente ed è partita.
Altre volte, la sorpresa nel sapere che un collega di lavoro in perfetta salute, con cui abbiamo svolto nobili compiti, è stato colpito da un infarto o un ictus e se n'è andato.
Oppure, semplicemente, l'amico di un amica ha lasciato i paesaggi terreni per tornare alla patria che aveva abbandonato non molto tempo prima.
La tristezza ci prende, anche se solo per pochi istanti. Dopotutto, abbiamo la certezza di una vita che non ha fine, di una realtà spirituale che non muore mai, fin dal primo respiro della Divina Creazione.
Lo Spirito è immortale. I nostri pensieri volano verso chi ci ha lasciato, così, sorprendendoci, e preghiamo che possa essere accolto bene nella Spiritualità.
Chissà, magari insieme al suo angelo custode che lo accoglierà, potrà avere familiari ed amici che lo hanno preceduto. Pensiamo che potrà essere felice di rivedere i suoi cari che lo avevano lasciato da tempo.
Pensiamo a tante cose: visitare i familiari, abbracciarli in quello stato di trance da separazione, che ferisce sempre l'anima; inviare messaggi di sostegno; offrire una spalla su cui lasciar scorrere le lacrime...
In modo molto particolare, non possiamo fare a meno di chiederci: E se fossi io a partire adesso?
Sarei pronto ad affrontare l'aldilà, coraggioso e sereno? Avrei innumerevoli preoccupazioni ad occuparmi la mente, turbando la mia partenza?
Vorrei aver detto molte più volte"Ti amo", "Ti perdono", "Ti scuso"? O forse: "Puoi perdonarmi? Puoi scusarmi?"
Come affronterei la mia coscienza? Avrei molte cose di cui vergognarmi? Riuscirei a contemplare il mio angelo custode senza arrossire il viso dello Spirito che non nasconde nulla?
Sono riflessioni che ci assalgono. Momenti che ci costringono a rivedere la nostra stessa vita, i nostri atteggiamenti.
Momenti che ci obbligano a rivedere la nostra lista di cose da fare e a riclassificarle come immediate, a breve termine o a medio termine.
Rivedere la lista per capire cosa stiamo rimandando a dopo, e ancora dopo... che potrebbe non arrivare.
Sono riflessioni che ci conducono a un rinnovato entusiasmo per il compito a cui ci dedichiamo. E anche a riscoprire un ideale coltivato per anni e che, per qualche ragione, avevamo accantonato sotto il mucchio delle nostre intenzioni..
Riflettiamoci. La cosa più fatale per tutti noi è il momento della morte. Oggi, domani o più tardi, l'indesiderata delle genti arriverà e ci dirà: Vieni con me.
Che possiamo essere preparati. Che possiamo andarcene con la certezza di aver fatto tutto il possibile: di esserci istruiti, di aver cresciuto i nostri figli, di aver portato a termine con successo ciò a cui ci siamo dedicati, professionalmente o nel volontariato.
E con la certezza di aver lasciato impronte luminose che qualcuno potrà seguire: un esempio di virtù, un esempio di dedizione, una semina di amicizie e amori.
La vita è meravigliosa e ci è stata data per grandi cose. Approfittiamo del giorno che sorge, delle calde ore del pomeriggio, o di quelle della sera che già ci avvolge.
Viviamo bene. Cresciamo. Amiamo. Un giorno partiremo da qui Che possiamo stare bene quel giorno, e congedarci in pace...
Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 30.3.2026