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Momento Espírita
Curitiba, 17 de Junho de 2019
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ícone Il mio prossimo, mio fratello

Si racconta che un monaco e i suoi discepoli camminavano per una strada  e mentre passavano su un ponte sopra un fiume, videro uno scorpione scivolare nella corrente del fiume.

Subito il monaco entrò nell’acqua  e prese lo scorpione che stava per annegare.

Intanto, nel tentativo di tirarlo fuori dall’acqua, lo scorpione punse il monaco e nel sentire il dolore lo fece cadere  di nuovo nel fiume.

Senza scoraggiarsi, il monaco corse fino alla riva, prese un ramo d’albero e nuovamente entrò nel fiume, riprese lo scorpione e lo salvò.

In seguito, si aggiunse ai discepoli, i quali avevano seguito tutto e ora guardavano il monaco, spaventati e perplessi.

Uno dei discepoli, esternando la curiosità del gruppo esclamò: Maestro, mi sa che le fa molto male!

Sì, molto, rispose il maestro, moderato come al solito.

Indignato, proseguì l’apprendista: Allora perché lei è tornato nel fiume  per salvare quell’animale cattivo e velenoso? Lo poteva lasciare lì ad annegare! Guardi come ha reagito al suo aiuto! Le ha punto la mano che lo avrebbe salvato! Non meritava la sua compassione.

Il maestro, sereno e soave, guardò il gruppo e rispose: Lo scorpione ha agito conforme alla sua natura e io d’accordo con la mia.

*  *  *

Da quando nasciamo, tutti siamo inclusi nella società, creiamo legami famigliari e poco a poco assumiamo il nostro ruolo sociale.

Siamo genitori, figli, fratelli, zii, cugini, nipoti. E anche padroni, impiegati, volontari, prestatori di servizio, liberi professionisti. 

Non sempre tali rapporti sono liberi da discordie, amarezze, delusioni.

Quando cerchiamo qualcuno per esercitare la convivenza sociale, in modo proficuo, molte volte cadiamo in un’ imboscata perché vogliamo che l’altro cambi d’accordo con la nostra maniera di capire il mondo.

Speriamo che, per il bene del rapporto, l’altro si adegui moralmente poiché è lui che insiste nell’errore. Speriamo sempre che il prossimo si modifichi affinché forse possiamo adeguarci.

Intanto dobbiamo ricordarci che tutti siamo Spiriti immortali nella ricerca di elevazione intellettuale e morale.

Gli errori che additiamo sugli altri, con tanta veemenza, possono essere, in modo ancora più accentuato, intagliati su noi stessi, e per ciò, abbiamo tanta facilità di ritrovarci nel prossimo.

Inoltre, siamo tutti camminatori del progresso e abbiamo le nostre quote di errori e di esattezze. Quello che ora ci ferisce e che il nostro cuore ci mette tempo a perdonare, è tanto soggetto a sbagliarsi quanto noi.

Ognuno agisce d’accordo con i suoi precetti morali. L’unica certezza che abbiamo è che non siamo padroni della verità.

Prima, vogliamo raggiungerla attraverso Gesù, che ebbe l’opportunità di dire: Io sono la Via, la Verità e la Vita.

Nel dubbio, cerchiamo di seguire le raccomandazioni di Cristo, che ci suggerisce di non giudicare il nostro prossimo, che perdoniamo settanta volte sette, che preghiamo e vigiliamo – non per gli altri, ma per noi stessi.

   

 Redazione del  Momento Spiritista, con racconto
iniziale di autore sconosciuto.
Traduzione di Rossana Amatuzzi
Il 29.5.2013

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