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Momento Espírita
Curitiba, 15 de Agosto de 2018
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In un conosciuto brano del Vangelo, Gesú afferma:

Se qualcuno vuole seguirmi, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Cristo é la figura piú notevole della Storia.

Al contrario del restante dell'umanitá, Lui non ebbe vizi né debolezze.

Pieno di grandezza e compassione, costituisce il modello ideale fornito da Dio agli uomini.

In queste parole di Gesú si puó intravedere  tutto un programma di evoluzione.

Il primopunto che si nota é il rispetto alla libertá

Si tratta di un invito, e non di un'imposizione.

Colui il quale voglia seguirLo deve prestare attenzione alle Sue parole.

Il fardello del Messia é leggero e la rotta che segnala é luminosa.

Ma la creatura puó decidere di seguire cammini tortuosi e oscuri, pieni di dolore e disillusione.

Visto che l'evoluzione é un disegno Divino, tutti si perfezioneranno.

Ma ognuno é libero di gestire il suo processo evolutivo, di affrettarlo o ritardarlo.

Per chi ha voglia di andare avanti sorgono due altre esortazioni.

Una riguarda l'atto di prendere la propria croce.

Ogni essere é come si é costruito lungo i secoli.

La sua felicitá e la sua disgrazia costituiscono l'ereditá che ha preparato per sé stesso.

Non serve a niente cercare colpevoli per i propri problemi..

La ragione dei problemi che affrontiamo non sta nel governo, nel coniuge, nel vicino, nei figli, nei genitori o nel padrone.

Lo Spirito é artefice del suo destino.

D'accordo con i suoi atti, pensieri e sentimenti, forgia le sue esperienze e le sue necessitá.

Visto che gli altri non hanno colpa, é inutile tentare trasferire il peso della croce che carichiamo.

La ribellione e la rivolta non risolvono nessun problema

C'é bisogno di coraggio e decisione per assumere la responsabilitá della vita che conduciamo, dei nostri problemi e difficoltá.

Senza reclami o scuse, bisogna prendere la croce sulle spalle e andare avanti, con fermezza e dignitá.

Per quanto difficile si presenti, il dovere dev'essere  compiuto.

L'ultimo consiglio é rinunciare a sé stessi.

Ció mette in evidenza che l'egoismo é incompatibile con la sublimazione spirituale.

Chi vuole liberarsi dalle imposizioni dolorose deve esercitare l'abnegazione.

Imparare a servire, a quietarsi e a comprendere, senza nessuna aspettativa di un ritorno.

Si tratta dell'abbandono dei propri interessi per aver cura dei propri simili.

Chi si dimentica di sé stesso nell'affanno di aiutare l'altro supera il limite del suo dovere.

Non calcola perdite e guadagni e si consegna all'attivitá del bene, soltanto per la semplice allegria di essere utile

Forse il programma di lavoro puó sembrare difficile, in un mondo segnato dall'egoismo.

Ma rappresenta la via di accesso alla pace e alla pienezza.

Pensaci.

 

Redazione del Momento Spirita.
Il 11.10.2010.

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