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Momento Espírita
Curitiba, 18 de Janeiro de 2018
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ícone Bagaglio per la morte
 

In quei giorni i titoli dei giornali annuciarono la morte di una personalitá internazionale famosa. Per quasi una settimana occuparono le pagine dei principali giornali, alla radio e in televisione.

Il mondo intero venne a conoscenza dei dettagli del funerale, coperto interamente dalla stampa.

Una delle curiositá di cui si venne a conoscenza fu citata da uno dei familiari del defunto, che informó che su sua richiesta gli furono messi nelle tasche della giacca che vestiva quando fu sepolto, alcune monete, un pacchetto di sigarette della sua marca preferita, un accendino e una bottiglia di una bevanda alcolica speciale che beveva abitualmente.

Notizie del genere ci fanno pensare su quello che realmente possiamo portare con noi quando moriamo.

La suddetta personalitá non é la prima ad esprimere il desiderio di portare oggetti nella tomba, e i suoi non erano neanche dei  piú stravaganti.

Quello che invece é piú strano é che noi siamo talmente evoluti in scienza e tecnologia e allo stesso tempo ignoranti per quel che riguarda la nostra condizione di Spiriti.

Usufruiamo dei beni della Terra e ci leghiamo a loro in  modo tale che vogliamo portarceli dietro per tutta l'eternitá.

Oggetti del nostro quotidiano. Imprescindibili. Talmente importanti che non ci si puó separare da loro. Neanche nella morte.

Ció nonostante, la morte ci riporta ad un'altra realtá. Il mondo spirituale, dove tali arnesi materiali non serviranno per nulla allo Spirito, se non per mantenerlo imprigionato alla carne, al mondo che deve abbandonare. Inoltre, gli impediscono la vera liberazione.

Quando si tratta di oggetti che esprimono i nostri vizi, si crea un vincolo ancora piú grande, nella misura in cui  si parte verso il mondo spirituale nella certezza di continuare nelle stesse stravaganze della Terra.

Il proverbio popolare dice che quello che ci portiamo dietro della vita, é la vita che conduciamo.

Ed é vero. Le uniche cose che ci serviranno nella spiritualitá, una volta finita la vita corporea, saranno le azioni praticate e le conquiste spirituali.

Solo queste partono insieme a noi e costituiscono le nostra allegrie o le nostre sventure, nel mondo in cui ci trasferiamo quando moriamo.

*   *   *

Nell'Antica Grecia era comune seppellire i morti insieme ai loro gioielli e ai loro indumenti.

Le esagerazioni erano cosí grandi che un legislatore stabilí che il numero di vestiti che poteva accompagnare il cadavere doveva essere  ridotto ad un  massimo di tre.

Nella Roma Antica era normale, periodicamente, alimentare quelli che erano partiti con latte, carne e frutta. Si credeva allora che il morto avesse bisogno di tutto ció nella nuova vita.

 Conveniamo che, dopo l'avvento di Gesú e la Sua lezione d'Immortalitá, é nostro dovere abbracciare la veritá, abbandonare l'ignoranza e vivere come Spiriti immortali quali siamo, preparandoci in maniera degna al ritorno nella patria spirituale, quando verrá la nostra ora.

 

Redazione del Momento Spirita, sulla base
dell'articolo O que Sinatra levou consigo
pubblicato sulla Rivista Isto é, nº1496.
Il 27.09.2010.

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