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Momento Espírita
Curitiba, 18 de Janeiro de 2018
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ícone Analfabeti del cielo
 

In una Scuola Elementare, una bambina di 7 anni disegna un paesaggio con dei colori.

Era il compito del giorno in classe. Dipingere un luogo dove a loro piacerebbe stare.

La bambina si è specializzata con la tavolazza di colori e ha fatto, entusiasta, il suo capolavoro.

Ansiosa, si è alzata dalla sedia ed è andata a mostrare alla maestra.

Al vedere la pittura, l'educatrice ha notato subito qualcosa di strano.

Disse sottovoce un Molto bene, per stimolare la bambina, fece una carezza e ha preso il foglio disegnato.

I lavori sarebbero esposti il giorno dopo al murale della Scuola.

Durante l'intervallo della merendina, la maestra non si contenne, ha preso il disegno e l'ha mostrato alle altre maestre che si trovavano nella Segreteria della Scuola.

Lei voleva un'opinione sul disegno. Alcune di loro erano più preparate in psicologia infantile, e forse potrebbero aiutarla a scoprire che cosa stava dipinto lì.

 Che cosa sarà che lei ha voluto dire con questo? Questo deve rivelare qualche sentimento, qualcosa che lei ha dentro di sè. Cosa sarà?

 Le colleghe di lavoro non seppero dire. Alcune di loro hanno detto che non era nulla, che non doveva preoccuparsi. Ma lei era imbarazzata.

È ritornata in classe e decise che, alla fine della lezione, avrebbe parlato con la bambina e le avrebbe chiesto che cosa significasse.

L'ha chiamata allora, con delicatezza al suo tavolo e le ha chiesto con il dipinto in mano:

Cara, puoi spiegarmi qualcosa? - La bambina rispose di sì con il cenno della testa.

Se il cielo è azzurro perché l'hai dipinto di rosa?

Ma il cielo non è azzurro maestra! - Rispose lei, gentilmente.

Chi dice che il cielo è azzurro è analfabeta di cielo!

Ieri, pomeriggio, il cielo, dietro casa mia, era così, rosa.

In questi giorni ho visto un cielo arancione! Alla sera il cielo è sempre nero, o blu, ma di giorno può essere cenere chiaro, cenere scuro, rosso...

Sai maestra... Una volta ho visto una bufera così grande nel cielo, che è riuscita a dipingere il cielo di verde.  Nessuno ci crede, ma io ho visto, era verde.

*   *   *

La bambina ha fatto un vero discorso sui colori del cielo, lasciando la maestra distratta a bocca aperta.

Lei non si era mais fermata a pensare a questo. Ha accettato così facilmente la verità, il cliche che il cielo è azzurro, che si è dimenticata della varietà dei colori possibili.

Ha percepito come i bambini possiedono una ammirabile sensibilità e che lei aveva molto da imparare da loro.

Con certezza, un'altra volta, prima di pensare che esista un problema in qualche bambino, prima si analizzerebbe, per scoprire se non fosse la sua sensibilità che avesse bisogno di scuola.

*   *   *

Ogni bambino è speciale, e merita essere trattato così.

Anche ogni bambino ha le sue particolarità, e gli educatori devono asservarle.

Non si può usare la stessa formula, lo stesso sistema di insegnamento o educazione a casa, per tutti i bambini.

Sono necessari accordi, adattamenti, attenzioni individuali.

Il cielo è tutto bello, anche se è giallo, rosa, rosso o nero.

Redazione del Momento Spirita.
Il 24.05.2010.

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