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Momento Espírita
Curitiba, 18 de Janeiro de 2018
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ícone A mio padre
 

Lo ricordo ancora. lui uscí, in una giornata soleggiata, per viaggiare e non tornó mai piú ai nostri occhi fisici.

Quando ce lo riportarono, era soltanto un corpo dentro una bara. Sigillato, visti i giorni che erano trascorsi dalla sua morte.

Mio padre era un uomo allegro. Amava la musica, la danza, e stare con gli amici, chiacchierare, raccontare storie .

E lui ne aveva a centinaia. Ogni volta che ritornava da un viaggio, noi figli, i piú piccoli eravamo in tre, ci riunivamo attorno al tavolo, nell'ampia cucina, ad ascoltarlo.

Lui raccontava storie facendo delle pause. Descriveva le scene, una ad una, riproduceva i dialoghi. 

A volte, mio fratello ed io, i piú impazienti, lo interrompevamo: E allora, che é successo? Daí, racconta!

Lui sorrideva mostrando i suoi piccoli denti, bem scolpiti. E continuava com la stessa calma, fino all'epilogo della storia.

Averlo a casa era ottimo e voleva dire che uno di noi sarebbe andato a dormire nel letto dei genitori.

A volte, nostra madre ci diceva che voleva restare sola con lui. Ma, appena sorgeva  il mattino, chi si svegliava per primo, correva in camera da letto e si infilava in mezzo a loro due.

Lui si svegliava e giocava insieme a noi, facendo il solletico, lanciando il cuscino. Era una festa!

Padre mio! Quanta nostalgia!  Lui non era colto. Fin da giovane aveva conosciuto il lavoro duro.

Aveva formato famiglia presto e i cinque figli esigevano che desse il massimo di sé.

Insisteva sul fatto che dovevamo studiare. E studiare molto. A duro costo, pagó per ognuno di noi fino alla scuola media, in una scuola privata.

Scelse la scuola migliore della cittá. Pagó corsi di piano, fisarmonica e violino per mia sorella, che entró presto nel mondo della musica.

Mio fratello ed io non siamo arrivati a tanto, ma abbiamo ricevuto in regalo quello che lui aveva di piú prezioso

Ci ha insegnato l'onestá, ci ha insegnato che é meglio essere ingannati che ingannare.

Visse nell'epoca in cui la parola di un uomo era un documento piú valido di una cambiale, di un titolo di credito o di qualsiasi altro titolo finanziario.

Ci ha lasciato un nome onorato e ci ha detto di esserne degni,durante tutta la nostra vita.

Mi guardava, con orgoglio e diceva: Un giorno tu sarai uma persona molto importante!

Oggi, quando viaggio sulle strade, molte delle quali vecchie conosciute di mio padre, io lo ricordo.

Sará che lui sapeva che un giorno io sarei diventato qualcuno che avrebbe viaggiato, illuminando la gente, offrendo corsi?

Lui non conobbe tutti i nipoti. Partí verso la Spiritualitá, ancora giovane, lasciandoci un grande silenzio nell'anima.

In sua memoria, in occasione dei nostri compleanni, delle feste di Natale e Capodanno, ci incontriamo.

Ridiamo, ascoltiamo musica, danziamo. Perché lui ci ha insegnato ad essere cosi.

La vita é dura, ma noi la possiamo addolcire, se vogliamo.- É quello che diceva.

Padre mio, maestro mio, ovunque tu sia, che Dio ti conservi. Specialmente in quest'epoca in cui i figli si ricordano dei loro padri, donando loro dei regali.

I miei fratelli ed io ti regaliamo la preghiera della nostra gratitudine: Grazie di averci donato la vita..

Grazie di averci insegnato a viverla bene.

 

Redazione del Momento Espirita
Il 03.09.2010.

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