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Momento Espírita
Curitiba, 17 de Agosto de 2022
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Avevo bisogno di respirare. Il fumo dei camini di tutte le dimensioni mi stava soffocando. Veniva da tutte le parti e nelle forme più svariate.

Ho cercato di rinnovare l'aria con venti più forti, in modo che potessero favorire la pulizia dell'atmosfera. Invano.

Ho provocato tempeste, sperando che spazzassero via, una volta per tutte, le nuvole nere che si alzavano incessantemente. Il cielo è rimasto sereno solo per pochi secondi. Dopo,tutto è tornato come prima.

Ho provato a fermare la furia degli ambiziosi, scatenando la burrasca, per sradicare alberi e piante, come a dire: Sono stanca! Potete ridurre il mio sfruttamento, almeno per un breve periodo?

Le mie viscere venivano trafitte giorno dopo giorno, alla ricerca dei tesori che custodisco dentro di me. Niente in contrario, purché tutto fosse adeguato, svolto in modo razionale, ordinato, preservando l'ambiente circostante.

Mentre pensavano a estrarre i preziosi minerali, mi distruggevano e non si preoccupavano nemmeno delle tragedie che provocavano per se stessi, per i loro fratelli.

Non potevo più sopportare il peso delle acque dei fiumi, degli oceani e dei mari, intrise di tutti gli  inquinanti che si possano immaginare. Alcuni gettati deliberatamente, altri da disastri derivanti da pura negligenza o incoscienza.

Osservavo lo spettacolo continuo della depredazione degli abitanti delle acque, delle foreste, dell'aria. Alcuni andando rapidamente verso la loro estinzione.

Avevo bisogno di fermarmi. Non sono sicura di cosa sia successo e di certo non stavo cercando di aggredire nessuno. Ma dovevo fermarmi. Doveva essere così o, presto, la specie più preziosa di tutte sarebbe stata annientata.

Una pandemia si è diffusa per tutta la mia lunghezza, con la velocità di un fulmine, preconizzando un'intensa tormenta, esigendo che tutto si fermasse.

L'Umanità aveva bisogno di proteggersi. E la migliore protezione era il confinamento. L'isolamento si fece essenziale.

In appena pochi giorni, quasi miracolosamente, riuscii a respirare di nuovo. Il fumo si diradò, quasi scomparve. I camini non erano più così potenti.

Il traffico si ridusse. Gli inquinanti non infestarono più l'aria, l'acqua e il suolo. Ognuno aveva bisogno di guardare a se stesso e scoprire che ciò che per lui era più prezioso doveva essere preservato: la vita.

La sua vita, la vita del suo simile. Più importante del metallo, la vita. Più importante del raddoppio dei valori monetari, la vita.

In nessun modo, volevo, nè sono stata la causa della pandemia che si è instaurata. Tuttavia, questa mi ha permesso di guarire da alcune ferite.

Sono in convalescenza. La mia grande speranza è che l'uomo, questo essere speciale che cammina su di me, ripensi il suo modo di vivere.

Che si ricordi che transita, temporaneamente, su di me. Che la sua essenza è immortale ed è secondo i termini di questa Immortalità che deve operare.

Praticare il progresso, senza aggredirmi. Sviluppare la tecnologia, nel senso di migliorare i metodi di sana convivenza tra tutti.

Ripensare gli atteggiamenti. Rinnovare le disposizioni. Vivere pienamente.

Io, Terra, desidero ardentemente questo.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli.
Il 30.6.2022.

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