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Momento Espírita
Curitiba, 04 de Março de 2021
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ícone Quando la morte verrà

É qualcosa a cui nessuno sfugge. Ricco, intellettuale, povero, ignorante, buoni o cattivi, tutti moriremo un giorno.

In maniera paradossale, eppure, é quello a cui, generalmente, pensiamo meno. O neanche vogliamo pensarci.

Però, dovremmo tenere a mente che se  andiamo incontro a un destino certo la cosa corretta sarebbe prepararci.

É come se ci fosse imposto di fare un lungo viaggio, lasciando tutto quello che abbiamo alle spalle. Di sicuro, ci prepareremmo.

Non sapendo esattamente che clima incontreremo nel luogo dove siamo diretti, porteremmo un bagaglio che abbia dentro indumenti per giorni dalla temperatura amena e altri per il calore intenso o per il molto freddo.

Dovremmo preoccuparci sul da fare una volta arrivati e faremmo una programmazione.

E allora, come non pensare al grande e imprescindibile viaggio che faremo, nel trasferirci da questo mondo all'altro?

Un mondo che é vibrante, dove ci saranno reincontri, dovre avremo bisogno di un abito speciale, dentro al quale poterci muovere, in maniera adeguata.

L'abito nuziale, quello stesso che l'Evangelista descrive nella parabola della festa di nozze.

Abito che é tessuto, giorno dopo giorno, dal nostro modo di pensare, di agire, di produrre in favore del bene o del male.

Forse sarebbe interessante che pensassimo di pregare il buon Dio per quando arriverà questo momento, del passaggio, del lasciare una realtà per entrare nell'altra.

Potrebbe essere qualcosa piú o meno cosí: Signore, quando dovrò partire, permetta che io sia preparato. Che abbia pace nella mia coscienza per non aver agito male col mio simile.

Che io sia pronto, col mio bagaglio di buone azioni in una valigia adeguata, senza rimorsi per il non fatto o non realizzato.

Permetta che gli Spiriti di bene possano ricevermi, aiutandomi in questo trasferimento dall'imbarcazione fragile della vita terrena alla nave immensa della Spiritualità.

Chissá, Signore, possa permettere che antichi amori mi accolgano, portandomi abbracci, fiori e sorrisi.

Amori di questa vita, che son partiti prima, lasciando un vuoto nel mio cuore; amori di altre vite, sempre ricordati dallo Spirito immortale.

Permetta, Padre Celeste, che coloro che rimangono sulla Terra, stiano tranquilli, che accettino la mia partenza, con la dignità di chi ha piena coscienza che la giornata terrena é passeggera.

Che pensino a ricostruire le loro vite, senza la mia presenza, che continuino nei loro giorni di progresso e lotta.

Ed io, anima pacificata, possa attraversare le soglie della Spiritualità da tanto tempo lasciata, con la voglia di continuare ad imparare, a lavorare, subito dopo essermi rifocillato dalla stanchezza del viaggio terreno e dagli eventuali riflessi di problemi fisici che possa avere avuto nei miei ultimi giorni.

Che io possa ritornare ala dimora che ho lasciato lí, riprendendo le faccende sospese da tempo.

E che, come Spirito, abbia la possibilità di sentirmi libero, passando attraverso i tanti luoghi che avrei voluto vistitare, quando incarnato. 

E che, come Spirito, abbia la possibilità di sentirmi libero, passando attraverso i tanti luoghi che avrei voluto vistitare, quando incarnato. 

Vorrei conoscere paesaggi soltanto sognati mentre sfogliavo libri o guardavo documentari.

Conoscere luoghi spettacolari creati dalla Tua grandezza, dove cantano le cascate, vibrano le montagne e Ti esaltano le foreste.

Per finire, Signore, resta con me in quest'ora.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 27.1.2021.

 

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