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Momento Espírita
Curitiba, 17 de Junho de 2019
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ícone Inno alla gioia
 

Era il sette maggio di 1824.

I privilegiati spettatori seduti nella platea del Teatro di Vienna, allora capitale dell'impero Austro-Ungarico, non sapevano che stavano per assistere al primo ascolto mondiale del maggior capolavoro della Storia della musica.

Anche se l'autore era già una celebrità, ricevuto in quel giorno con applausi degni delle platee di musica pop di oggi, la reazione del pubblico è stata sorprendente.

Il commissario di polizia ha dovuto intervenire per far tacere l'esplosione di applausi all'arrivo del tedesco: Ludwig Van Beethoven.

Era il giorno della prima presentazione della sua Nona Sinfonia.

Dopo gli applausi, una grande sorpresa.

Fino ad allora, la sinfonia - forma musicale per orchestra consacrata durante il classicismo - escludeva per definizione le voci umane.

Tuttavia, sul palco c'erano quattro solisti ed un coro diviso in quattro parti.

Per aumentare la perplessità, mentre tutti gli altri strumenti svolgevano movimenti che superavano la razionalità classica, il coro ed i solisti rimanevano in silenzio.

Loro entrerebbero appena nel quarto e ultimo tempo.

Beethoven, tre anni prima della sua morte, realizzava lì un sogno che aveva fin dai suoi 22 anni: musicare il poema tedesco Inno alla gioia, di Schiller.

Ed era quello che faceva nell'ultimo tempo dell'opera, rompendo l'ultima barriera del modello sinfonico.

Oh, amici, basta con questi suoni! Intoniamo qualcosa più piacevole e allegro! - Vibrò il baritono in recitativo.

I bassi del coro hanno risposto forte: Gioia, Gioia, perché, con l'orchestra in silenzio, cominciasse a risuonare uno dei temi più conosciuti della musica occidentale.

Il tema proclamava: Tutti gli uomini saranno fratelli.

Era il tema della fraternità universale, musicato dalla genialità e sensibilità intoccabili di Ludwig.

Si abbraccino miglioni! Inviate questo bacio a tutti!

*   *   *

L'arte è il bello espressando il buono.

È l'espressione della bellezza eterna, una manifestazione della potente armonia che regge l'Universo.

Inserire l'arte nella nostra vita quotidiana è avere a disposizione un eccellente strumento di civiltà e perfezione.

L'influenza della musica sull'anima, sul suo progresso morale, è riconosciuta da tutti. Ma la ragione di questa influenza è sconosciuta.

La sua ragione si basa su questo fatto: l'armonia pone l'anima nella forza di un sentimento che la smaterializza.

 

Redazione del Momento Spirita, com citazioni del cap.
A música espírita, dal libro Obras póstumas,
di Allan Kardec, ed. Feb.
In 05.08.2010.

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