aa
Momento Espírita
Curitiba, 05 de Dezembro de 2020
busca   
Nel titolo  |  Nel messaggio   
ícone Perché tanta sofferenza?

Le notizie ci arrivano a iosa, dalla TV, da giornali, radio, internet. In Nepal, terremoto di grandi dimensioni lascia più di settemila morti.

La capitale Katmandú, é divenuta quasi uno scenario di guerra quando migliaia di persone, per la paura della mancanza di alimenti e senza le proprie case, erano in attesa degli autobus per evacuare il locale.

Rivolta, paura, disperazione unite hanno portato il popolo ad un confronto con la polizia, inviata sul posto nel tentativo di controllare la situazione.

In Cile, dopo una quiescenza di quasi mezzo secolo, il vulcano Calbuco é entrato in eruzione, provocando disgeli, che hanno generato l'isolamento immediato delle città vicine al bacino idrografico.

Una nube di cenere si é sparsa per la regione centrale del paese e parte dell'Argentina, provocando il cancellamento di molti voli.  La colonna di materiale piroclastico ha raggiunto diciassette chilometri di altitudine.

Nella parte ovest dello stato di Santa Catarina, un tornado ha lasciato un bilancio di due morti, centoventi feriti, piú di mille persone senza tetto. Arrivano a quasi tremila le case danneggiate. Danni di tale proporzione che si prevede ci voglia circa un anno per la ricostruzione della città.

Nella capitale di un altro stato, dopo un temporale, molte piogge, sono iniziate le frane, che hanno provocato la morte di tredici persone. Le perdite di vite si sommano alle perdite materiali.

Tutto ciò ci viene informato dettagliatamente. Le immagini televisive mostrano la distruzione: la lava scendendo sul lato della montagna, la nube di fumo, la pioggia torrenziale, i venti che arrivano a trecentotrenta chilometri l'ora.

Patrimonio costruito lungo i decenni ridotto in polvere, in questione di pochi secondi.

E ci chiediamo perché? Perché tante calamità? Forse perché le notizie ci arrivano in tempo reale, le catastrofi sembra che stiano occorrendo tutte insieme, provocando sofferenze in tutto il mondo.

Gesú, nel suo Sermone profetico, avvisò a riguardo di queste sofferenze che sarebbero giunte, ad annunciare la fine dei tempi.

Fine dei tempi di una Terra ancora dominata dal male, nascita di un'altra, che cammina verso la pace, il bene e l'amore.

Perciò, esattamente come una casa in restauro, dove il caos sembra istallarsi, succede tutto questo.

É la caduta di un mondo vecchio,  per la rinascita.

Rinascita degli esseri che abitano la Terra,  perché alcuni vanno e altri ritornano, attraverso la reincarnazione, sostituendoli.

Rinascita dei panorami fisici, alterando la geografia, modificando il mondo materiale, come già accaduto in altre epoche, sul pianeta.

Davanti a tutto ciò, dobbiamo riflettere: cosa stiamo facendo a rispetto di quel che ci succede intorno? E a volte, anche attingendoci?

É tempo di pensare che siamo deteriorabili como esseri umani. Che tutto il nostro patrimonio non é duraturo, eccetto fino a quando non si mantengano stabili determinate condizioni di terreno, clima.

Oggi ci svegliamo e stiamo vivendo sulla Terra. Domani, il panorama potrà essere un altro. Potremo stare nel piano spirituale, portati via dalla morte fisica.

Potremo stare in un altro posto, i nostri beni potranno essersi dissolti come una tempesta di sabbia, che arriva, aggredisce e passa.

Pensiamoci sù. E investiamo di più su di noi. Coltiviamo l'intelligenza, il bene, la moralità e l'etica.

Siamo troppo fragili, su questo pianeta, per ergerci e mantenerci superbi, orgogliosi e egoisti.

Pensiamoci.

Redazione del Momento Spirita
Traduzione di Fabio Consoli
Il 16.11.2020.

© Copyright - Momento Espírita - 2020 - Tutti i diritti riservati - Sull'Internet dal 28/03/1998 (in portoghese)