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Momento Espírita
Curitiba, 05 de Dezembro de 2020
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ícone Le premure di Dio

Lui viveva molto bene insieme alla sposa ed ai figli. La vita gli sorrideva e si sentiva realizzato, professionalmente.

Ad un certo momento, un cancro aggressivo si manifestò e iniziò il suo calvario: operazioni, trattamenti con chemioterapia e radioterapia. Una giornata di dolori, ansie e sofferenze.

Ma anche un periodo per imparare, sviluppare l'autoconoscenza, la pazienza e l'umiltà.

Sentiva sempre un sostegno molto forte da parte della Spiritualtà, anche se, ultimamente, gli mancava la dovuta armonia interiore per rendersi conto davvero di questo sostegno spirituale.

Durante la convalescenza della nona operazione, servita a toglierli un nodulo dal collo, Fabio era a casa da solo. La moglie aveva portato i figli a giocare nel parco, approfittando la giornata di sole e di cielo limpido.

Gli venne voglia di bere il tererê, una bevanda di origine paraguaiana, una specie di mate con acqua ghiacciata. Fin da qualche settimana prima dell'operazione, se ne era dovuto astenere.

Andò in cucina e iniziò a prepararlo. Fu in quel momento che si rese conto che non aveva più limoni.

Pazienza, disse a se stesso.

Suo malgrado, si rattristò un poco. In fondo, senza limone, il tererê non avrebbe avuto lo stesso sapore.

Trascorsero alcuni minuti e sentì battere due volte leggermente alla porta dell'appartamento.

Piano piano, perché aveva ancora i punti, dove aveva fatto l'operazione, andò a rispondere.

Per la sua sorpresa, vide il figlio di tre anni, della vicina dello stesso piano.

Sono venuto a portarti questo limone. - Disse il piccolo.

E prima che Fabio potesse capire quel che stava succedendo, ecco arrivare la madre del bimbo, chiedendo scusa per il disturbo.

Non so cosa sia successo, disse lei. Lui stava guardando la TV, quando all'improvviso si é alzato, ha preso un limone dal frigorifero, ha aperto la porta dell'appartamento ed é uscito correndo.

Fabio si chinò, prese il limone, ringraziò, diede un abbraccio al bimbo.

Tornò in cucina e finì di preparare la sua bevanda, col limone. Le lacrime cominciarono a scendergli dalgli occhi.

Aveva sentito tanta pena di se stesso, tanta tristezza. Come se fosse solo al mondo, di fronte alla prospettiva di una lunga convalescenza.

Ma Dio gli aveva inviato un messaggio. Stava avendo cura di lui. E si era servito di un bimbo per dirglielo. Un bimbo che era venuto a portargli quello di cui aveva bisogno per sentirsi un po' meglio.

*   *   *

Dio e la Spirtualità, di sicuro, non stanno a nostra disposizione per farci dei favori.

Nemmeno per fornirci cose di cui abbiamo bisogno.

Ma ogni giorno ci danno dimostrazione di premure per tranquillizzarci e mostrarci che ci sono vicini.

Piccole cose, semplici dettagli. Però, é proprio dell'essere grandi il non dimenticarsi delle piccole cose, quasi insignificanti ma che diventano di somma importanza per le nostra vite.

Secondo quanto ci dice il vangelo, persino i capelli sul nostro capo sono contati e nessuno ne va perduto senza che il Padre non lo sappia.

Nulla ci succede senza la consapevolezza divina. Senza la consapevolezza di questo Dio che veste l'erba dei campi, che non tesse, non fila; che fornisce il cibo agli uccelli, che non seminano, non mietono, né ammassano nei granai.

Questo Padre amoroso e buono veglia su ciascuno di noi, Suoi figli, ogni giorno, tutti i giorni.

Non dimentichiamoci di questo particolare.

Redazione del Momento Spirita, sullo spunto de
fatto successo al Dr. Fábio Renan Durand
Traduzione di Fabio Consoli
Il 9.11.2020.

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