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Momento Espírita
Curitiba, 21 de Outubro de 2020
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ícone Quando i nostri genitori invecchiano

Da bambini, guardiamo i nostri genitori e ai nostri occhi diventano creature speciali, invincibili.

Loro possono tutto, dall'aggiustare la macchinetta rotta al risolvere quel problema di matematica super difficile per la nostra testa.

Non si stancano. Lavorano tutto il giorno, e quando tornano a casa  hanno ancora animo per vedere se abbiamo fatto i compiti, se ci siamo lavati come si deve, se abbiamo dato da mangiare al cane.

Cenano insieme a noi, chiacchierano, guardano la televisione, insistono per farci studiare un po' di piú per la prova del giorno dopo.

Guardano se abbiamo pulito bene i denti, prima di dormire, e pregano con noi, prima che ci venga sonno.

Non si ammalano mai. O meglio, ogni tanto qualche piccolo raffreddore, un po' di tosse, qualche dolorino al corpo. Ma non é nulla.

Presto sono in piedi di nuovo, continuando la routine.

Chi si ammala davvero siamo noi: febbre, mal di gola, mal di denti, mal di testa. Sintomi che li fanno preoccupare sempre e li fanno cercare un medico, un ospedale.

E provvedono alle medicine, alla dieta, alle cure di ogni tipo. Restano svegli la notte e  perfino le prime ore del mattino per vedere se la nostra febbre é diminuita, se stiamo migliorando, se...

Ma gli anni si sommano e un giorno ci scopriamo adulti, maturi.

E allora, mentre come padri, assumiamo molte responsabilità, badando ai nostri piccoli, allo stesso tempo ci rendiamo conto, a poco a poco, che i nostri genitori vanno invecchiando.

É il momento in cui noi, i figli, viviamo in allerta. Tutto ci preoccupa.

Una loro semplice tosse ci tiene in apprensione. Sará qualche grave malattia in arrivo? Sará che stanno prendendo le medicine correttamente?

Tutto, a dire il vero, diventa grave ai nostri occhi. Il dimenticare un impegno é un sintomo che ci mette in allerta.

Sará un segnale d'Alzheimer?

I passi lenti vorranno forse dire che iniziano ad avere restrizioni fisiche?

E ci dimentichiamo, in mezzo a tutte queste nostre preoccupazioni, che loro non han bisogno di vivere in maniera frenetica perché han giá fatto molto.

Non han bisogno di obbedire a orari rigidi. Possono andare a dormire piú presto o piú tardi o alzarsi quando vogliono.

Possono fare una passeggiata tranquilla per la piazza, senza aver bisogno di correre dietro ai bambini.

Possono gustarsi il panorama, con calma, accorgendosi del fiore che é sbocciato in giardino, senza aver bisogno di preoccuparsi di sapere dove sono andati a finire i bambini.

Sì, qualche sintomo é frutto dell'età. O segnale di eventuali malattie che richiedono attenzioni e cure.

Ma, molte altre volte, sono soltanto i nostri cari genitori che stanno invecchiando, dolcemente.

E quel di cui hanno più bisogno é del nostro affetto, non della nostra angustia.

Deve far parte della nostra indole lasciarli camminare secondo il loro passo, secondo il loro tempo.

Capire che, a volte, non sono disposti ad uscire, ad accompagnarci al club, alla stagione in spiaggia.

Accompagnarli al cinema, a teatro. senza tenere conto del sentimentalismo se piangono per delle scene che per noi non hanno alcuma importanza.

Insomma, é importante approfittare interamente, intensamente, ogni minuto accanto a loro, finché Dio ci permette di tenerli con noi, qui, sulla Terra.

Ricordarci che il loro tempo é diverso dal nostro. Così come per i nostri figli il tempo é diverso rispetto al nostro.

Pensiamoci sù.

Redazione del Momento Spirita.
Traduzione di Fabio Consoli.
Il 1º.10.2020.

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