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Momento Espírita
Curitiba, 24 de Setembro de 2020
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ícone Nel regno delle farfalle

Sulle rive di un pantano, una farfalla si posò su un nido di larve e parlò cosí ai piccoli bruchi:

Ciao. Sono vostra sorella. Vengo a dirvi di non perdere la speranza. Non sempre resterete attaccati alle erbe del pantano!

Sforzatevi per non soccombere ai colpi del vento che, di quando in quando, spazza il luogo.

Aspettate! Dopo il sonno che vi attende, tutti vi sveglierete con ali di puro velluto, riflettendo lo splendore del sole...

E allora, non striscerete piú, prigionieri del suolo umido e triste. Avrete una splendida visione della vita, perché potrete librarvi molto in alto e il vostro cibo sará il nettare dei fiori...

Viaggierete entusiasti, contemplando il mondo, sotto una nuova prospettiva!

Mentre la messaggera faceva una piccola pausa, si sentivano esclamazioni di stupore:

Che misteriosa creatura!

Sará forse una fata miracolosa?

Non ha nulla in comune con noi...

Spargendo il soave profumo del giardino da cui era venuta, la bella turista sorrise e continuò:

Non lasciatevi ingannare! Non sono una fata celestiale! Le mie ali sono parte integrante del nuovo aspetto che la natura vi riserva.

Ieri, vivevo con voi. Domani vivrete con me! Fluttuerete nell'immenso spazio, in voli sublimi in piena luce. Liberi dal fango, vi librerete felici.

Conoscerete la belezza dei calici fioriti e il delizioso nettare dei petali profumati. Contemplerete l'altitudine e la grandezza del firmamento....

Subito dopo, lanciando uno sguardo affettuoso alla famiglia in tumulto, aprí le ali variopinte e, volando con grazia, scomparve nell'azzurro infinito.

Nel frattempo, giunse al nido il bruco piú anziano del gruppo e, ascoltando i commenti eccitati dei compagni piú giovani, ordinò irritato:

Fate silenzio e ascoltate! Tutto ciò é follia, menzogna, delirio...

Non illudiamoci! Non avremo mai le ali!

Siamo bruchi, null'altro che bruchi. Dobbiamo essere pratici, nell'immediatezza della stessa vita. Dimenticate i presunti esseri alati che non esistono.

Dobbiamo semplicemente mangiare e ancora mangiare... Dopo viene il sonno, la morte... Null'altro...

I bruchi fecero silenzio, disillusi.

Cadde la notte e, in mezzo al buio, il bruco capo si addormentò, senza risvegliarsi il giorno dopo. Era completamente immobile.

I fratelli preoccupati, osservavano curiosi il fenomeno...

Dopo qualche tempo, fra lo sbigottimento di tutti, l'ignorante e miscredente guida si librò nei panni di una vellutata farfalla, dalle ali lievi e leggiadre, danzando nell'aria...

*   *   *

Cosí come la bella farfalla che discese alle fasce oscure dove strisciavano i suoi fratelli bruchi, un giorno, anche l'Umanitá ricevette la visita di un Essere Sublime, che veniva a portare consolazione e speranza.

Parló della vita trionfante al di lá del bozzolo fisico.

Proprio Lui, dopo essersi liberato del corpo fisico, risorse piú libero e  luminoso di prima, mostrandosi ai discepoli, agli amici.

Poi, soavemente, scomparve nell'immensitá azzurra, davanti a cinquecento testimoni, meravigliati, nella lontana Galilea...

Nonostante il tempo trascorso, esistono ancora coloro che preferisco no credere che ciò che ci attende al di lá della morte é il nulla.

Non facciamoci ingannare. Siamo immortali. Vivremo.

 

Redazione del Momento Spiritista, sulla base del cap.29 del
libro 
Contos e apólogos, attraverso lo Spirito Fratello X,
psicografia di Francisco Cândido Xavier, ed. FEB.
Traduzione di Fabio Consoli
Il 27.8.2020

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