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Momento Espírita
Curitiba, 25 de Novembro de 2017
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ícone L’arte dell’ imperfezione

Alcune persone sono conosciute come perfezioniste. La voce significa persona che ha l'inclinazione ossessivamente esagerata per raggiungere la perfezione in ciò che fa.

Dare il meglio di sé in quello che si fa, è pregio da elogiare. Però, quando si avvicina all'ossessione, porta infelicità alla persona e a quelli che ci convivono.  

Se ci sarà qualcuno con un carico superiore, sarà abbastanza complicato ottenere un gruppo di lavoro che riesca a sopperire alle sue esigenze.

 Nella convivenza familiare però, sarà difficile corrispondere alle aspettative, poiché il vestito non sarà impeccabile quanto si desidera, oppure il cibo con il sapore giusto, i mobili senza polvere.

Alla fine la persona crea intorno a sé un'atmosfera di antipatia e cattiva volontà perché, già da prima, tutti lo sanno, che anche se si sforzeranno, non raggiungeranno mai un livello di perfezione idealizzato.

Si racconta che, nel secolo X, il giovane Rikyu voleva imparare i complicati rituali della cerimonia del tè e cercò il grande maestro Takeno Joo. Per poter accettare il ragazzo, era necessario  sottoporlo  ad un test.

Allora, il maestro gli chiese di spazzare il giardino. Rikyu lo pulì finché non ci restasse nemmeno una piccola foglia. 

Appena finito, esaminò con cura ogni centimetro della sabbia del giardino impeccabile. Ogni sasso stava nel suo posto e tutte le piante stavano perfettamente sistemate.

Però, prima di presentare il risultato al maestro, Rikyu scosse il tronco di un ciliegio e fecce cadere qualche fiore che si sparsero, desolati per terra.

Il maestro Jo, stupito, assunse il giovane nel suo monastero. Rikyu diventò un grande maestro del tè e, da allora, viene adorato come quello che capì l'essenza del concetto di Wabi Sabi: l'arte dell'imperfezione.

Percepire la bellezza che si nasconde nelle imperfezioni del mondo è un'arte. I tappeti persiani, per esempio, ostentano sempre un piccolo errore, un minuscolo difetto, con lo scopo di far ricordare a chi lo guarda che soltanto Dio è perfetto.

Così è la condizione umana, e l'arte dell'imperfezione comincia quando impariamo a riconoscerla e ad accettarla.

La sapienza consiste nel saper vivere nel mondo, in armonia con il mondo, rispettando tutto e tutti.

Percepire la Sapienza Divina nella diversità dei colori nella natura e sulla pelle degli uomini.

Perciò, ogni creatura è specialmente unica per quanto riguarda i sentimenti e le qualità. Nessuno è uguale all'altro, così come nella natura nessuna foglia è uguale all'altra.

Questo parla della grandiosità di Dio, ci invita ad essere comprensivi con le qualità del prossimo che ci aiuta, che convive con noi, che ci ama. 

Apprezzare la monelleria del bambino irrequieto, il camminare lento e storto di uno che ha vinto gli anni e avanza nel nuovo secolo, di chi è agile come il vento e che porta la testa immersa nei sogni..

Viviamo, pertanto, nel mondo, amando, servendo e investendo nel nostro perfezionamento morale.

E impariamo a guardare le persone come se fossero i fiori del ciliegio, caduti in modo desolato, ricamando delicatamente il prato verde, con la certezza che essi verificano la vera bellezza di questo immenso giardino di Dio, chiamato Terra.

Redazione del Momento Spiritista basato
sulla ricerca di 
Wabi Sabi, L'arte dell' imperfezione.
Traduzione di Rossana Amatuzzi
Il 19.3.2015.

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