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Momento Espírita
Curitiba, 22 de Setembro de 2017
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ícone Incontro con Dio

Signore, ci sono state tante volte in cui i miei occhi hanno fissato il cielo, in cerca di risposte.

Ho osservato i dolori del mondo e mi sono domandato dove era la Tua giustizia, dove era la Tua bontà, dove era il Tuo infinito amore.

Comunque mi sono domandato: Chi sei? Dove abiti?

Prima o poi quel giorno dovrebbe arrivare, Ed è arrivato. E noi ci siamo incontrati.

L'ospedale era particolarmente freddo quella sera di autunno.

Facevo i miei giri, accompagnando il quadro clinico di ogni paziente di cui ero responsabile.

Allora, sono stato sorpreso dalla madre di uno dei miei pazienti, che disperata gridava il mio nome.

Suo figlio, che all'epoca aveva sette anni, aveva diverse crisi convulsive. Il suo corpo fragile, dominato dal cancro, si agitava sulla barella.

Dopo averlo sistemato e, tenendo conto i miei quaranta anni  di esperienza in oncologia, sapevo che la morte non tarderebbe ad arrivare a quel fragile ragazzo.

Tuttavia, è successo qualcosa di insolito: forse perché mi ero ricordato di mio nipote, sano e felice, qualche lacrima cominciava a sgorgare continuamente dai miei occhi e, anche con molto sforzo non ce l'ho fatta a contenerle.

Ho tenuto la mano di quel bambino e, sostenuto dalla mamma che ormai condivideva le lacrime con me, ho sentito la pulsazione sempre più debole, finché finisse completamente.

Subito, ho cominciato a pensare a qualche  parola di  sollievo per consolare il cuore di quella madre che aveva appena perso suo figlio. Però, le grosse lacrime che scorrevano sulla mia faccia non mi permettevano di consolare nessuno.

 Quanto sono stato sorpreso quando quella signora, mentre asciugava le proprie lacrime, mi ha abbracciato e detto: Non pianga dottore. Dio ha voluto che mio figlio non soffrisse più.

Dio opera  sempre a nostro favore, ha proseguito la signora. Noi che siamo egoisti tante volte non siamo capaci di vedere la Sua misericordia su tutto ciò che ci circonda, anche quando si soffre.

Confuso, non sono riuscito a seguire il ragionamento di quella saggia donna: Come possiamo trovare misericordia nella sofferenza?

E lei, come si leggesse il mio pensiero, ha affermato: Dio è come un padre che bada a suo figlio malato, lo aiuta a prendere la medicina che, nonostante sia amara, porterà sollievo e cura al corpo infermo.

Dio permette che prendiamo la medicina amara della sofferenza, affinché curiamo il nostro Spirito di tutto il male che magari possa ancora esistere.

*   *   *

Nella risposta semplice di quella signora Ti ho trovato.

Su quella barella, non c'era soltanto il figlio di quella donna rassegnata. Tutti i dolori del mondo, per i quali anch'io piangevo, erano rappresentati lì.

Mentre vedevo ingiustizia e dolore, lei vedeva opportunità e rigenerazione. Mentre perdevo un paziente alla morte, lei consegnava un figlio alla vita. Vedevo la fine. Lei, l'inizio.

*   *   *

Dio si rivela su tutto. Lasciamo stare il nostro orgoglio, il nostro materialismo, il nostro egoismo affinché Lo percepiamo.

Nel verde delle foreste, nel canto degli uccelli, in quelli che soffrono, in quelle che ridono e dentro noi... Lui è lì!

Pensiamoci!

Redazione del Momento Spiritista.
Traduzione di Rossana Amatuzzi.
Il 17.11.2014.

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